[RECENSIONE]: Toy Story 4…Verso l’infinito e oltre?

Woody, Buzz e tutti gli altri ritornano in una nuova e sorprendente avventura piena di risate ed emozioni per divertire il pubblico. Toy Story 4 è un buon film e riceve un’ottima recensione. Nei cinema italiani dal 26 Agosto 2019.

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Appena abbiamo appreso la notizia che la Pixar stava incominciando a lavorare su Toy Story 4, ci siamo tutti un pò chiesti se era davvero necessario.
In fondo il terzo capitolo di questa saga si concludeva alla perfezione: lo sceriffo Woody e tutta la sua banda, dopo rocambolesche avventure (avvenute nei primi due film e durante la “proprietà” di Andy), passano nelle mani di una nuova piccola bambina, la dolcissima Bonnie. Il cerchio dunque si chiude e i giocattoli hanno una nuova vita dal momento che Andy è ormai cresciuto e preferisce dare i propri giocattoli a un nuovo “proprietario” che sicuramente li amerà come lui ha fatto da piccolo.

Dunque perché fare un quarto episodio? Probabilmente per svariati motivi. Nonostante abbiamo conosciuto i personaggi nel lontano 1994 con il primo capitolo e li abbiamo visti l’ultima volta ben 9 anni fa nel terzo, sono tutt’ora molto amati da grandi e piccini: basti pensare a tutti quei prodotti dedicati a Toy Story che vanno ancora a ruba nei negozi (vestiti, articoli per la scuola e per la casa, giocattoli ecc…).
Inoltre la Pixar sta vedendo che la sorella Disney sta ottenendo diversi successi con i sequel…perciò, perchè non rimettere in moto un capolavoro?

recensione di toy story 4

Il tema portante di tutta la saga è quello dello smarrimento/abbandono: puntualmente, ogni due per tre, un giocattolo viene allontanato da tutta la cricca. In questo film, tale sorte tocca alla pastorella Bo Peep e a Forky, un nuovo arrivato.
Quest’ultimo è in realtà una forchetta racimolata dalla spazzatura che la stessa proprietaria Bonnie ha assemblato con oggetti di scarto. Il risultato è un simpatico e stralunato compagno di giochi che però è naturalmente attratto  dai cestini dell’immondizia e questa sarà la causa che lo allontanerà da tutto il gruppo.
Woody, sapendo che Forky è divenuto il giocattolo preferita dalla bimba, si fa carico di una sorta responsabilità genitoriale nei confronti di Bonnie e perciò si imbarca in svariate avventure per ritrovare e riportare la forchetta a casa.
In quanto a Bo Peep, capiamo invece perchè nel terzo capitolo era assente: Molly, la sorella di Andy, l’ha venduta perché non provava più interesse per lei e perciò viene portata altrove, lontana dal gruppo.

Il “cercare di rimanere tutti uniti” porterà Woody e la sua combriccola a vivere divertenti avventure, le quali sono rallegrate anche da nuovi personaggi. Oltre al sopracitato Forky, ci sono Duke Caboom (un motociclista acrobata) e Ducky e Bunny (due peluche molto uniti tra di loro – anche in senso letterale – e che probabilmente sono stati inseriti per attivare la fetta di pubblico composto dai teenager).

Come nei precedenti film, anche questo Toy Story ha un ritmo veloce e incalzante. Infatti quando si pensa che i giocattoli hanno finalmente raggiunto il loro scopo, ecco che subito dopo succede qualcosa che fa crollare tutto. Inoltre questo episodio si tinge anche di tinte noir: ad ostacolare Woody e company ci saranno delle marionette inquietanti e malefiche che sono a servizio della bambola fallata Gabby Gabby.

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Uno dei temi che colpisce di più è quello dell’umanizzazione dei giocattoli: Buzz scopre per la prima volta che cos’è la coscienza e quelle voci interne che ci aiutano ad affrontare certe situazioni; Forky prende consapevolezza di non essere un semplice oggetto da buttare via, ma di essere un qualcosa che rende felice una persona e che dunque deve esistere perché ha uno scopo nella vita; Woody invece, capendo di non essere più il compagno di giochi preferito di qualcuno, abbandona le sue vesti da giocattolo per dare ascolto al suo cuore, che pur essendo sempre di plastica, prova affetto per la sua amata Boo Peep.

Guardando il film è impossibile non pensare al compianto Fabrizio Frizzi: storica voce di Woody per oltre 24 anni, ha reso questo personaggio davvero unico. Il timone adesso passa ad Angelo Maggi (voce ufficiale di Tom Hanks) il quale con grande professionalità difficilmente fa percepire che ci sia una differenza (come invece purtroppo è successo con un altro mitico personaggio dei cartoni animati, ovvero Homer Simpson…).

Continuando a fare riferimento al passato, con molto piacere ritroviamo il maestro Riccardo Cocciante cantare il brano principale del franchise “Hai un amico in me” e in più interpreta un nuovo pezzo intitolato “Non ti permetto”.

La grafica è molto ricercata e curata: in alcune sequenze addirittura si fa fatica a percepire che siano state create al PC, si fa particolare menzione ai mobili delle case che sembrano veramente reali.

La forte carica emotiva, che contraddistingue Toy Story da quasi un quarto di secolo, la ritroviamo anche nel quarto episodio e siamo sicuri che una lacrimuccia vi scenderà alla fine.
E’ un film ben fatto e come sempre ci regala grandi risate, pianti e riflessioni. Secondo noi avrebbe potuto concludersi in una maniera più felice: la coppia storica Woody e Buzz si separano volontariamente e intraprendono strade differenti. E ciò non è ammissibile…è come separare Stanlio da Ollio o Robin Hood da Little John! Forse è stato fatto apposta dai produttori in modo tale da farli riavvicinare in un quinto film? Chi lo sa, tutto è possibile e, se mai accadesse, noi saremo lì con loro…verso l’infinito e oltre!

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