I Tre Tooners e i loro splendidi anni nella Golden Age dell’animazione

I Flintstones, I Jetson, La Bella Addormentata nel Bosco, Lilli e Il Vagabondo, La Pantera Rosa, L’Orso Yoghi, Bugs Bunny e Speedy Gonzales. Questi sono solamente alcuni dei tantissimi cartoni a cui hanno lavorato i Tre Tooners, ovvero Jerry Eisenberg, Tony Benedict e Willie Ito, tre grandi artisti della cosidetta “Età dell’Oro” dell’animazione.

Con i loro cartoni hanno fatto divertire e sognare migliaia di bambini e adulti di diverse generazioni e, grazie al loro immenso talento, hanno lavorato per noti registi e produttori, come Walt Disney, Chuck Jones, Friz Freleng e Hanna & Barbera.
L’apellativo “I Tre Tooners” l’hanno scelto loro stessi e l’origine di tale nome deriva dalla reinterpretazione del nome “I Tre Tenori”, ovvero Plácido Domingo, José Carreras e Luciano Pavarotti.

Due terzi del trio, Willie Ito e Tony Benedict, sono venuti in Italia e sono stati ospiti di Nemoland, ovvero l’evento che viene organizzato dall’Accademia NEMO di Firenze, in cui i più grandi artisti dell’animazione internazionale tengono dei workshop in esclusiva per gli studenti della scuola.

Durante il corso hanno raccontato agli studenti del loro lavoro, delle varie fasi della loro carriera, in quali cartoni hanno lavorato, hanno fatto vedere in diretta come si disegnano i personaggi e infine hanno risposto alle domande che i giovani aspiranti artisti dell’Accademia gli ponevano.
Inoltre, tra l’acclamazione del pubblico, sono stati premiati come “Nemo Legend 2019” per la loro lunga e florida carriera.

WILLIE ITO

Il primo a prendere parola sul palco è stato Willie Ito, un simpatico giapponese americano che, dopo un periodo brutto della sua vita, ha trovato la felicità proprio grazie al suo lavoro.

Ha lavorato in diversi studio d’animazione (come Hanna & Barbera e Warner Bros) e il suo primo lavoro l’ha ottenuto alla Disney lavorando nel grande classico Lilli e Il Vagabondo.
Parlando di questi anni, Ito racconta che, dopo aver superato il test nella fase di colloquio, lo assunsero e lo assegnarono presso “The Lady Unit”. Qui Ito ricorda, con grandi risate, che lui in realtà all’inizio aveva frainteso cosa intendessero i suoi superiori: aveva capito che avrebbe incominciato a lavorare nell’unità in cui ci sono le donne (lady, in inglese significa “signora”), ovvero nel reparto di inchiostrazione e colorazione dei disegni. A lui ovviamente non dispiacque come idea, ma ben presto si rese conto che per “Lady” i suoi capi intendevano il personaggio del prossimo film a cui stavano lavorando, ovvero “Lady and The Tramp”, in italiano “Lilli e Il vagabondo”.

Dopo aver lavorato in “Lilli”, Ito cambiò studio e trovò impiego presso i Warner Bros Studios sotto la custodia del grande regista Chuck Jones. Qui lavorò in diversi cortometraggi, tra cui due che sono delle perle del cinema d’animazione, come “One Froggy Evening” (quello in cui una rana dispettosa canta e balla con tanto di cilindro e cappello solo alla presenza di un uomo) e “What’s Opera Doc” (dove Taddeo insegue Bugs Bunny attraverso una parodia delle opere del compositore Richard Wagner).


Sempre durante l’era Warner Bros, Ito lavorò nei Tre allegri naviganti (Beany and Cecil in inglese), ovvero la serie a cartoni animati creata da Bob Clampett, basata su un precedente spettacolo televisivo di burattini dello stesso Clampett.

Successivamente incominciò a lavorare presso la Hanna & Barbera e qui conobbe Tony Benedict, l’altro ospite dell’evento e anche lui presente durante il workshop.
Alla Warner inoltre ritrovò vecchi amici con cui aveva lavorato precedentemente in Disney (come  Jerry Eisenberg – il terzo Tooner – e Iwao Takamoto). Lavorò in questo studio per ben 14 anni come layout artist in alcuni cartoni che sono degli evergreen, come I Flintstones, L’Orso Yoghi, Scooby Doo, Wacky Races e I Jetson.

Dopo 22 anni di onorata carriera nel campo dell’animazione, decise di voltare pagina e si diede all’altra sua passione, ovvero i fumetti, e per chiudere il cerchio, ritornò alla Disney. Purtroppo qui la sua carriera ebbe poca vita in quanto quest’ arteall’epoca  stava perdendo successo e perciò i grandi capi decisero di chiuderne il relativo dipartimento.
Ma per fortuna per Ito non finì quì e continuò a lavorare in Disney fino all’età della sua pensione nel settore del merchandising, occupandosi di disegnare il design degli oggetti che poi sarebbero stati venduti nei vari Shop Disney.

TONY BENEDICT

Tony Benedict è un pò più timido e loquace rispetto al suo collega Willie Ito, ma ciò non toglie il fatto che il suo workshop è stato altrettanto molto interessante.
Ci ha raccontato che dentro di lui scorre sangue italiano (infatti suo nonno era di Roma e sua nonna di Napoli) e il suo cognome in realtà sarebbe “Benedetto”, ma quando i suoi parenti sbarcarono negli States, fu americanizzato e fu cambiato in “Benedict”.

Anche la carriera di Tony è stata molto cospicua: ha iniziato a lavorare in Disney nel 1956 quando aveva solo 19 anni, dapprima come “delivery boy” (ovvero il ragazzo che portava la posta tra un edificio e l’altro) e poi come animatore nel grande Classico La Bella Addormentata nel Bosco. Ricorda questi anni con molta nostalgia e piacere: “Furono per me degli anni indimenticabili. Ero giovane, single, avevo una fantastica vita sociale e guidavo una bellissima Corvette del ’54

Nel 1959 fu assunto come sceneggiatore dalla UPA Pictures (lavorando nei cartoni di Mister Magoo) e successivamente nel 1960 venne assunto da Hanna & Barbera: a soli 23 anni era uno dei tre soli scrittori esistenti in questo studio. Erano lui, Mike Maltese e Warren Foster.
Quest’ultimi erano molto più grandi di lui, avevano circa una sessantina d’anni e alle loro spalle vantavano una carriera spettacolare: sono loro che hanno scritto le sceneggiature di Bugs Bunny, Daffy Duck e altri personaggi della Warner Bros.

Il primo episodio che scrisse fu “Operation Barney” de I Flintstones e durante il suo discorso ci ha raccontato come è nata l’idea di realizzare una serie sui degli uomini preistrorici: i produttori si ispirarono implicitamente a Honeymooners, una serie televisiva statunitense che all’epoca aveva molto successo e in cui c’è un marito burbero, una moglie amorevole ma che lo mette in riga e l’amico tontolone di lui. Le similitudini sono abbastanza evidenti tant’è che l’attore protagonista maschile, Jack Gleason, decise di denunciare Hanna & Barbera per plagio in quanto Fred Flintstone gli assomiglia molto dal punto di vista del design. Per fortuna per i due producer, l’accusa venne ritirata e la serie animata dei cavernicoli continuò a riscuotere un successo planetario.

Tony ha lavorato in tantissimi cartoni, come I Jetson, I Flintstones, l’Orso Yoghi, The Magilla Gorilla Show, Pippopotamo, Braccobaldo Show, Top Cat, lupo De Lupis, La Formica Atomica e Wally Gator e alla Hanna & Barbera passò dieci anni bellissimi. Questi cartoni sono tutt’ora molto amati e, Benedict chi ha raccontato che all’epoca avevano un successo davvero stratosferico: basti pensare che molti ristoratori di pub e birrerie, per accaparrare i clienti, appendevano striscioni fuori il loro locale in cui c’era scritto “Alle 17:00 trasmettiamo i cartoni dell’Orso Yoghi! Venite gente!”

Durante questi anni Joe Barbera (anche lui di origini italiane) lo prese sotto la sua ala e, come racconta Tony, passavano molto tempo insieme e con lui aveva un rapporto davvero amichevole e diretto.
L’ultima progetto che gli propose fu uno speciale natalizio con protagonista l’orso Yoghi, ma quando Barbera gli disse di no, capì che le cose stavano cambiando: i cartoni dello studio erano passati dalla prima serata (quindi rivolto ad un pubblico adulto) alla fascia mattiniera del sabato dove il target erano i bambini. Dunque lo studio stava prendendo piano piano in considerazione di abbandonare i personaggi su cui stavano lavorando (come I Flintstones) e di dedicarsi ai supereroi che tanto piacevano a un pubblico più infantile.
Tony pertanto decise di lasciare lo studio e di cercare di intraprendere nuove strade.

Cercò dunque di finanziare da solo questo progetto. Impiegò 6 mesi per realizzarlo e al posto dell’Orso Yoghi , Bubu, il ranger del Parco Yellowstone, utilizzò dei nuovi personaggi ideati da lui. Il titolo era Santa and The Three Bears e a lavoro ultimato, si mise alla ricerca di qualcuno che lo comprasse, ma purtroppo nessun canale televisivo era interessato.
Alla fine, dopo vari tentativi, trovò finalmente un’azienda che era disposta a distribuirlo nei cinema e al suo rilascio ebbe un successo stratosferico: nel primo weekend incassò ben un milone e mezzo di dollari!

Nel 1976 lavorò sempre come writer per la DePatie–Freleng Enterprises nei bellissimi cartoni de La Pantera Rosa, il felino che ha deliziato bambini e adulti con il suo fascino e la sua astuzia.

Nel 1979 ritornò alla Hanna & Barbera per lavorare su “Bugs Bunny’s Looney Christmas Tales”, “Daffy Duck Easter Show” e “I Nuovi Jetsons”.

Come fece Willie Ito, il cerchio della sua carriera si chiuse ritornando alle origini e anche lui trovò il suo ultimo impiego alla Disney e precisamente sulla serie animata I Wuzzles.

Il terzo Tonner, Jerry Eisenberg, purtroppo per motivi personali non è potuto venire in Italia, ma è riuscito lo stesso ad essere presente: alla fine del workshop è stato proiettato un video in cui Jerry salutava tutti gli studenti dell’ Accdemia e ringraziava la Nemo per avergli conferito il premio “Nemo Legend 2019”.

Come ciliegina sulla torta c’è stato un bellissimo concerto con tanto di orchestra condotta da Carlo Chiarott e  per omaggiare gli ospiti di questa edizione, hanno suonato la mitica sigla di apertura de I Flintstones

Per concludere questo bellissimo e interessantissimo workshop, l’Accademia Nemo ha inaugurato la mostra “The three Tooners in Florence. Behind the world of Hanna & Barbera”: oltre 200  disegni e illustrazioni sono stati esposti nella splendida Gipsoteca del Liceo Artistico di Porta Romana.

Abbiamo avuto anche il piacere di chiacchierare con Tony e Willie e di fargli una bella intervista che a breve pubblicheremo, perciò stay tuned!

Credit di alcune foto: Bedarumica

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *